2.3. Impatto dell'esclusione digitale sull'accesso ai servizi essenziali di cura
La conformazione dei Livelli Essenziali di Assistenza impone alla Pubblica Amministrazione un preciso dovere di adeguatezza organizzativa volto ad assicurare la concreta esigibilità delle prestazioni sanitarie su base paritaria [5]. Quando l'erogazione di tali prestazioni viene mediata da strumenti telematici, il principio di appropriatezza ed efficacia deve necessariamente confrontarsi con le reali capacità di fruizione da parte dell'utenza destinataria [5]. Nelle fasce di età più avanzate, l'interazione con i sistemi digitali evidenzia ostacoli sistematici che trascendono la disponibilità della strumentazione hardware, radicandosi in una marcata carenza di competenze operative e in una progettazione dei servizi raramente orientata alle specificità cognitive e sensoriali della terza età [7]. L'assenza di un design inclusivo e il mancato supporto all'alfabetizzazione tecnologica favoriscono l'insorgenza di resistenze psicologiche e vissuti di isolamento, traducendosi in una tangibile asimmetria informativa e nell'impossibilità di esercitare un'autonoma scelta assistenziale [7]. Di conseguenza, la transizione digitale dei servizi essenziali rischia di trasformare uno strumento di potenziamento della continuità assistenziale in un fattore di esclusione istituzionale, contravvenendo al mandato di uniformità e uguaglianza sostanziale che governa la disciplina dei livelli essenziali [5].