Definizione della roadmap di transizione verso il modello Zero Trust
La pianificazione del passaggio verso un'architettura Zero Trust all'interno dell'infrastruttura dell'ente ospitante deve fondarsi su criteri di priorità che bilancino la riduzione del rischio e la continuità dei servizi istituzionali. Come evidenziato dalla letteratura di settore, l'adozione integrale di questo paradigma non può configurarsi come una sostituzione tecnologica immediata, ma richiede una progressione strutturata per fasi [2]. L'introduzione di controlli identità-centrici e di meccanismi di autenticazione contestuale rappresenta il primo passo indispensabile per mitigare i vettori di attacco più frequenti, garantendo che ogni richiesta di accesso sia convalidata indipendentemente dalla posizione fisica del richiedente [4]. In secondo luogo, la gestione della coesistenza con i sistemi informativi preesistenti costituisce il vincolo operativo principale da indirizzare. L'applicazione della microsegmentazione delle reti e l'isolamento dei carichi di lavoro critici permettono di circoscrivere la superficie di esposizione senza compromettere i flussi operativi consolidati [2]. L'adozione di un modello per fasi consente all'amministrazione di allocare gradualmente le risorse, sviluppare le competenze interne necessarie e verificare l'efficacia dei criteri di accesso in modo incrementale prima del rilascio definitivo [4].