2.1 Criteri di selezione delle fonti legislative, giurisprudenziali e dottrinali
L'impostazione metodologica della presente ricerca adotta un approccio qualitativo e comparativo basato sull'esame sistematico di fonti normative, prassi istituzionali e letteratura scientifica specialistica. L'analisi documentale si concentra sull'evoluzione dei contratti pre-ruolo nell'ordinamento accademico, con particolare attenzione alla transizione dall'assegno di ricerca verso forme contrattuali maggiormente tutelate. Per indagare la dimensione giuridica e la salvaguardia dello status professionale, il quadro d'analisi recepisce le categorie teoriche relative all'esercizio dell'autonomia e dei diritti dei lavoratori a tempo determinato (Academic Freedoms of Fixed-Term Researchers in Italy, 2022). Parallelamente, la valutazione delle frizioni strutturali che caratterizzano i percorsi post-dottorato impiega il costrutto analitico della viscosità o stickiness, utile per decostruire i vincoli affettivi, materiali e sistemici associati ai flussi di mobilità della forza lavoro scientifica (Stickiness in Academic Career (Im)mobilities of STEM Early Career Researchers: An Insight from Greece, 2020). L'integrazione di questi modelli consente di esaminare i processi di reclutamento non come mere procedure amministrative, ma quali dispositivi complessi che condizionano la sostenibilità delle traiettorie individuali e istituzionali. La selezione delle fonti legislative e dottrinali segue criteri di pertinenza tematica, cogenza temporale e rilevanza rispetto alla governance degli atenei. In tale prospettiva, la comparazione critica dei testi regolamentari evidenzia le criticità delle fasi transitorie, correlando i vincoli finanziari delle università alle esigenze di protezione sociale dei ricercatori. Tale disegno metodologico garantisce una trattazione rigorosa delle dinamiche di precariato scientifico, collegando l'analisi giuslavoristica alle effettive condizioni di lavoro accademico.