La trasformazione digitale e l'accelerazione tecnologica hanno reso le discipline STEM (Science, Technology, Engineering, and Mathematics) il fulcro dello sviluppo economico globale. In questo scenario, la partecipazione delle donne nei campi tecnici non è soltanto una questione di equità sociale, ma un imperativo strategico per garantire l'innovazione e la competitività del sistema Paese. Nonostante le numerose riforme educative, il divario di genere persiste, alimentato da stereotipi radicati che influenzano precocemente le scelte accademiche e professionali delle giovani donne [1][2].
Il problema centrale risiede nella complessità delle barriere che ostacolano l'accesso e la permanenza delle donne in ambiti a prevalenza maschile. Queste barriere si manifestano in una combinazione di fattori culturali, carenze nelle infrastrutture didattiche e una cronica mancanza di modelli di ruolo femminili, che insieme creano un ambiente spesso percepito come inospitale. In Italia, la situazione è ulteriormente complicata da una struttura sociale che tende a riprodurre ruoli di genere tradizionali, limitando l'espressione del potenziale innovativo femminile e frenando la crescita di settori chiave per l'economia nazionale [3][4].
Il presente lavoro si pone l'obiettivo di analizzare in modo sistematico l'impatto dell'educazione STEM sulla partecipazione femminile, utilizzando un approccio di revisione critica della letteratura e dei documenti di policy. Attraverso l'esame dei dati socio-economici e delle tendenze attuali, la ricerca intende identificare i meccanismi che generano l'esclusione e proporre interventi mirati per il contesto italiano. Il valore aggiunto della tesi risiede nella sintesi tra le migliori pratiche internazionali e le specificità del territorio, offrendo una base conoscitiva solida per decisori politici e operatori del settore [5][6].
In definitiva, la ricerca aspira a delineare una traiettoria di cambiamento che superi la visione puramente quantitativa dell'inclusione, promuovendo una cultura dell'innovazione che valorizzi la diversità come motore di progresso. Attraverso l'integrazione di prospettive accademiche e analisi di settore, il lavoro intende fornire una visione d'insieme capace di orientare le future strategie di sviluppo, garantendo che le competenze tecniche diventino un patrimonio accessibile e condiviso, indipendentemente dal genere.